Professore Pasquale Ferraro

Prof Pasquale Ferraro

Pasquale Ferraro

Anatomo – patologo 1854 – 1931

   Pasquale Ferraro per la sua attività scientifica e didattica si affermò con autorevolezza nel mondo universitario dell’ultimo Ottocento e dei primi decenni del nostro secolo, ottenendo il riconoscimento ed il plauso dei più insigni cattedratici del tempo. Nacque a Curinga il 13 aprile 1854 da Francescantonio Ferraro e da Giovanna Diaco, compì tutti i suoi studi a Napoli ed in quella Università nel 1878 conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia. Divenne subito allievo ed in seguito aiuto del professore Otto Von Schorn, direttore dell’Istituto di Anatomia Patologica della Regia Università di Napoli, tra le massime autorità del fondo universitario di allora.

A soli trentadue anni nel 1886 fu nominato professore di Ematologia nell’Università di Napoli.  

Nel 1888 risultò vincitore della Cattedra di Anatomia Patologica presso l’Università di Bologna e presso quella di Messina, optando per quest’ultima per la mitezza del clima e per la vicinanza al luogo natio al quale era profondamente legato. In quello stesso anno individuò il “vibrione colerico”, contro il parere dei più eminenti cattedratici del tempo, quale responsabile di una epidemia che stava mietendo vittime in Messina e Sicilia contribuendo a circoscriverla rapidamente. In segno di riconoscenza l’Amministrazione Comunale di Messina gli regalò un orologio d’oro massiccio appositamente commissionato per lui in Svizzera.

 Con Regio Decreto del 26 giugno 1905 veniva comandato, in seguito a sua specifica richiesta per motivi di studio, presso l’Università di Napoli dove assumeva la Cattedra di Ematologia che conservò ininterrottamente fino al 30 ottobre 1917.

 Quello di Napoli fu per lui un gradito soggiorno anche se si prolungò molto di più di quanto non fosse nei suoi desideri. Nel 1908, infatti, Messina veniva colpita da un violento terremoto e l’Università era rasa al suolo. Nel post terremoto iniziava una lenta ricostruzione della Facoltà di Medicina che vedeva in una prima fase la ricostituzione del primo triennio della stessa e solo in una seconda dell’Anatomia Patologica.  Il rettore dell’Università di Napoli nel comunicare al Professore Ferrare il suo ritorno a Messina cosi concludeva la sua lettera: “Ed ora permetta, illustre professore, che io, rendendomi interprete dei sentimenti dell’intero Corpo Accademico, porga a V. S. Ill.ma le più sentite azioni di grazie per il ragguardevole Suo contributo didattico, e le esprima il doveroso e sincero rammarico per la Sua dipartita da questo Ateneo. Con i sensi della mia più alta Stima.”

 Rientrato finalmente a Messina, si dedica intensamente alla ricostruzione dell’Istituto di Anatomia Patologica, facendone una vera scuola con annesso Museo Patologico; parecchi dei suoi allievi diventarono a loro volta docenti universitari.  Venne molto apprezzato dagli studenti per le sue doti umane e per la sua disponibilità al dialogo. Nel corso della sua lunga attività professionale divenne prima medico personale e poi amico fraterno di Padre Annibale di Francia, il fondatore dell’Orfanotrofio Antoniano Maschile di Messina, e parecchio si adoperò affinché molti bambini orfani trovassero accoglienza in quest’istituto. Legatissimo alla famiglia, vi amava trascorrere lunghi periodi. Ebbe nei confronti dei fratelli un amore paterno; la morte del genitore lo aveva colto ancora giovane aiuto universitario mentre il fratello e la sorella erano ancora in età scolare.

 Nel 1928 viene nominato preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Regia Università di Messina. Fu autore di numerosi lavori scientifici: particolarmente importanti quelli sull’ipertrofia cardiaca, la cirrosi epatica ed il diabete mellito pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche del tempo quale il Morgagni ed il Giornale Internazionale delle Scienze Mediche, nonché quelli in campo Ematologico, e di un compendio di Anatomia Patologica Speciale, edito da Vallardi che ebbe larghissima diffusione tra gli studenti del tempo e parecchie edizioni.